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Il web: concorrente o alleato?

E’ di questi giorni la notizia di un commerciante che ha deciso di far pagare coloro che vogliono misurare le scarpe presso il suo negozio.

A suo dire è un modo per combattere la concorrenza sul web.

Dato per scontato che ognuno in casa propria agisce come meglio crede, penso che ci sia però un equivoco di fondo.

A mio modo di vedere l’equazione web=concorrenza non è corretta, o meglio, pone seri limiti di sviluppo, proiettando il web in un nemico da battere piuttosto che in un’opportunità da cogliere.

Allo stesso tempo mi rendo conto che è davvero difficile per imprenditori vecchio stampo adeguarsi a logiche molto diverse da quelle che negli anni hanno permesso loro di raggiungere risultati spesso anche importanti.

Ma non è il web l’artefice di questo, non direttamente.

E’ semplicemente l’evoluzione di un mercato sempre più veloce (anche grazie al web), più esigente e, soprattutto, più informato.

L’attore principale di tale processo resta il cliente, per cui se non lo si mette al centro dell’attività imprenditoriale, non si andrà molto lontano.

Ma come fare? Quali driver scegliere?

E’ qui che il web può diventare un vero e proprio alleato, fornendo strumenti e canali molto potenti, a patto però di comprendere una volta per tutte che esso, il web, deve diventare nel tempo un asset strategico fondamentale.

Ma l’importanza è un concetto molto variabile e personale, anche se ha un intrinseco valore assoluto già nella parola.

Quante volte sentiamo dire “…lo so è importante, dovrei farlo ma….” e a seguire un elenco di (im)probabili motivazioni, spesso alibi utili solo a restare nella propria comfort zone.

Ecco, la verità è che per un imprenditore il web spesso rappresenta un’incognita, le idee su cosa fare magari ci sono ma sono confuse, senza una logica né una programmazione che però è impossibile senza una conoscenza degli strumenti che vada al di là del semplice utilizzo.

A volte mancano anche elementi base di conoscenza di quelli che sono oggi i processi di acquisto dei propri clienti, che nel tempo sono cambiati ma non si è fatto in tempo ad accorgersene.

Lo so, stai pensando che è tutto bello ma alla fine tutto ha un costo.

Ma siamo sicuri che sia un costo? Non sarebbe più giusto definirlo investimento?

E soprattutto, quanto costa il restare a guardare?

Ecco, io posso anche farmi pagare 10€ per misurarmi un paio di scarpe, ma molto probabilmente sto raccogliendo le briciole.

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