content marketing

Il contenuto è importante, ma non basta più.

Una delle frasi maggiormente ricorrenti nel marketing è: Content is the king.

Il contenuto è il re, il vero responsabile del fallimento o del successo di una strategia.

A rigore di logica se non proponi argomenti di valore per il pubblico, la conseguenza non può essere altra che nessun interessamento, e questo è ovvio (e giusto).

Ma oggi basta ancora un contenuto interessante per destare interesse nel pubblico?

La risposta è NO. Non basta. Vediamo perché.

Lo scenario.

La rete abbonda di contenuti, e anche se come è facile immaginare non tutti sono di qualità e interessanti (anzi, tutt’altro), resta il fatto che è difficile far emergere un contenuto di valore in mezzo a tanta confusione.

L’attenzione dell’utente è messa a dura prova ogni istante, lo scroll degli schermi dei cellulari è sempre più frenetico e bloccarlo per catturare l’attenzione è ormai diventato una mission impossible.

Che fare allora? Su cosa puntare?

Banalmente, sulla propria identità, posizionandosi in modo chiaro e inequivocabile.

Anche il posizionamento è un principio assoluto, chi lavora nel marketing lo sa benissimo, e non è per nulla semplice attuarlo, perché questo passo prevede delle scelte a volte anche dolorose, soprattutto se si è già presenti sul mercato da anni.

Non sempre si tratta di reinventarsi completamente, sono molte le aziende che hanno elementi strutturali, organizzativi, di prodotto/servizio, di principio, dai quali poter partire, a volte sfugge un dettaglio solo perché convivendoci da sempre, non lo si ritiene importante o potenzialmente differenziante.

L’analisi della propria azienda, unitamente al proprio settore, al fine di individuare degli elementi di questo tipo, andrebbe fatta con l’aiuto di professionisti esterni, non influenzati mentalmente dall’azienda stessa, senza filtri, e che possano avere una visione d’insieme scevra da qualsiasi condizionamento dovuto ad una conoscenza personale della realtà aziendale radicata negli anni.

I vantaggi

Avere un proprio posizionamento aiuta nel tempo a definire meglio il proprio cliente tipo, e questo risulterà essere di grande aiuto nella formulazione di una proposta commerciale attraverso la produzione di contenuti interessanti (a questo punto utili).

L’interlocutore in questo caso sarà in target, e magari le informazioni le starà anche ricevendo su canali one-to-one come email, messaggistica, chat, telefono, ecc.

E’ questo lo scenario al quale oggi un’azienda dovrebbe anelare, soprattutto con le recenti crisi economiche dovute alla pandemia che ha portato restrizioni a tutti i livelli, fino al totale lock-down che tutti ci auguriamo di non dover rivivere.

La ricerca o la costruzione di una nuova identità, precisa e ben definita, che trovi coerenza in tutti i touch-point e asset aziendali, compresi i collaboratori, ai quali va chiesto un allineamento alla policy aziendale anche se prevede sacrifici in termini di studio e acquisizione di nuove skills.

Si tratta di un processo evolutivo al quale nessuno può sottrarsi, a qualsiasi livello.

Ne va della presenza nel mercato di oggi ma soprattutto di domani.

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