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Dove vai se il target non ce l’hai?

Uno dei pilastri dell’attività di promozione on-line è senza dubbio il target, cioè il pubblico di riferimento al quale vogliamo rivolgerci per proporre il nostro prodotto/servizio.

Tale pubblico dovrebbe rappresentare una platea di potenziali acquirenti, ma non sempre è facile identificarli anzi, per quanto ci riguarda nella maggior parte delle volte essa è la fase a cui dedichiamo maggior tempo.

Sono molte infatti le volte in cui non si riesce ad identificare quelle caratteristiche socio/demografiche, di abitudini o professionali, che ci permettono di abbassare la soglia d’errore in maniera significativa al punto da arrivare  in maniera più o meno precisa al nostro pubblico, che fare in questi casi?

Nel mio articolo precedente ho parlato dell’algoritmo di Machine Learning presente nelle piattaforme di Facebook e Google, ed è proprio lui che può venirci incontro, a patto però di metterlo nelle condizioni di poterlo fare.

Cosa vuol dire questo?

Come al solito aiutiamoci con un esempio.

Immaginiamo il caso in cui vogliamo promuovere su Facebook un prodotto per neo-mamme o donne che di lì a breve lo diventeranno, come identificarle?

Di sicuro parliamo di donne, probabilmente anche l’età anagrafica non sarà difficile identificarla (basta una rapida ricerca sull’argomento), ma poi?

Ipotizziamo che il nostro profilo corrisponda a – Donna, età 25/35 anni.

Di certo non tutte le donne di quell’età sono in attesa di un bambino, ma noi sappiamo che in quell’audience c’è il nostro potenziale cliente.

Michelangelo diceva che un blocco di marmo conteneva già una statua, il suo compito consisteva nel togliere il materiale in eccesso; in questo modo dobbiamo ragionare quando ci troviamo di fronte ad un pubblico all’interno del quale sappiamo esserci le nostre buyer persona.

Ma piuttosto che eliminare il marmo in eccesso, facciamo in modo che venga fuori quello utile in modo spontaneo, come? Lavorando sulla parte creativa della nostra pubblicità.

Nel caso in questione, se utilizziamo un’immagine che riprende una giovane mamma che cambia il pannolino al suo bambino, molto probabilmente attireremo l’attenzione di chi dovrebbe, almeno teoricamente, corrispondere al nostro profilo di riferimento.

Facendo ciò avremo dunque delle interazioni che con molta probabilità proverranno dai nostri potenziali clienti, la piattaforma di Machine Learning avrà così dati importanti sui quali poter sviluppare successive azioni di marketing per posizionare correttamente il prodotto oggetto della promozione (per chiarimenti su questo aspetto rileggi il mio articolo precedente dal titolo “Pubblicità for dummies”).

Tutto ciò comporta dei tempi tecnici che inevitabilmente occorre mettere in conto quando si pianifica una strategia, ma senza i quali il rischio di fare un buco nell’acqua è molto alto.

Il passo successivo consiste nell’estrapolare i dati raccolti, costruire dunque grazie ad essi un’audience più in target col nostro prodotto, eventualmente ripulirla e lanciare delle campagne mirate a tale audience.

Un altro elemento che può aiutarci a selezionare il nostro pubblico è senza dubbio il copy, la parte di testo cioè che accompagna la nostra inserzione.

Qui bisogna però fare anche (giustamente) i conti con le policy delle piattaforme; ad esempio se vendi servizi dimagranti non puoi affermare che “….in 3 mesi torni in forma”, oppure “…rimedio sicuro contro la cellulite”, e questo vale sia per Facebook che per Google.

In questo caso dunque bisogna che il copywriter lavori sul problema che il prodotto risolve, concentrandosi sui valori e facendo leva sulle esigenze e perché no, anche sulle perplessità del pubblico di fronte a tali soluzioni.

Ovviamente un’immagine come si dice sempre vale più di mille parole, ma se ben elaborato un copy può davvero fare la differenza.

Per entrambi gli aspetti, copy e immagine, vale sempre una regola aurea: testare diverse soluzioni.

Quindi creare più immagini e copy, incrociarli in diverse combinazioni e testarli, in modo da poter decidere poi su quale concentrare il budget pianificato.

La foto in copertina? E’ la sangria, sono esperto nel farla. Io uso il Cannonau di Sardegna, e voi?

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